Alcuni degli “Egregi Gentiluomini”, che nel 1882 fondarono il Kennel Club Italiano, diedero corso al primo tentativo di selezionare ufficialmente e razionalmente il Bracco Italiano, costituendo “Il Canile della Caccia”.

storia

Questo fu il primo sodalizio che si prefissò di allevare e selezionare, in purezza, il Bracco Italiano.

Nel 1949 i fondatori della S.A.B.I. con questa lettera pubblicata su “Rassegna Cinofila”, periodico ufficiale dell’Ente Nazionale della Cinofilia, chiamarono a raccolta tutti gli estimatori di questa nostra storica razza, proponendo un sodalizio capace di dare nuova energia all’allevamento ed alla diffusione del Bracco Italiano. Da questa pubblica chiamata nacque la Società Amatori del Bracco Italiano che, ieri come oggi, vuole essere riferimento per tutti i braccofili.

Agli allevatori e simpatizzanti della razza bracca italiana
A tutti i cacciatori italiani


Pavia, 15 agosto 1949.

Un gruppo di cacciatori-cinofili, compresi della necessità di ricostituire su nuove basi un club specializzato che prenda a cuore ed in particolare cura il miglioramento della razza, l’addestramento per la caccia e la presentazione alle mostre canine ed alle prove sul terreno di cani appartenenti a questa antica e gloriosa razza italiana da ferma ha costituito un centro di propaganda in Pavia in via Bordoni n. 6 presso la Società Cinofila Pavese, onde prendere contatti con tutti coloro, cinofili e cacciatori, che desiderino aderire a questa opera di miglioramento e diffusione del bracco italiano.
Non appena completato l’elenco degli aderenti, il Comitato Provvisorio Promotore procederà alla convocazione dei soci in località conveniente per riunirli in assemblea a cui sottoporre l’approvazione delle norme dello statuto sociale e di un programma di massima ed eleggere il consiglio Direttivo.
Una collaborazione intima, comprensiva e cordiale è indispensabile per poter ridare alla nostra razza prediletta - che pur conta tuttora soggetti di grande valore - quella prestanza e quella diffusione che è necessaria per poter riguadagnare la simpatia della gran massa dei cacciatori.
Mentre le altre razze canine da caccia trovano in Italia i loro allevatori ed amatori riuniti in fiorenti società specializzate, la nostra tipica e tradizionale razza italiana da ferma è stata per troppi anni trascurata e negletta. Tutti coloro a cui sta a cuore questo cane bello, generico e generoso uniscano i loro sforzi per raggiungere nell’allevamento quella modernità e conformità d’indirizzi che è indispensabile per il conseguimento dei nostri intenti.
Troppo si è scritto e polemizzato sul Bracco Italiano. E’ giunta l’ora di dimostrare con fatti che i cinofili e cacciatori sono consapevoli del dovere che loro incombe di impedire la dispersione di una pregevolissima razza canina che fu progenitrice di tante altre fra le migliori esistenti e che fino a ieri formò il vanto dell’allevamento nazionale e dei cacciatori italiani e che sarebbe delitto lasciar morire.
Allevatori, proprietari di singoli soggetti, amatori della razza, sono vivamente pregati di inviare un cenno di adesione alla S.A.B.I. presso Soc. Cinofila Pavese, via Bordoni n.6 Pavia, unendo un elenco dei cani posseduti con gli eventuali dati d’iscrizione al L.O.I. e L.I.R.

Il Comitato Provvisorio Promotore: Paolo Ciceri; rag. Felice De Mattia; geom. Nino Ferrari; avv. Giacomo Griziotti; avv. Camillo Valentini.

Segreteria: Piazza Lago Balano, 9 - 43125 Parma -- tel. 347-2619005 fax 0521-964341

Sede Legale: Via Dosso, 7 - 26856 Mirabello di Senna Lodigiana (Lodi)

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